Giro del Montorfano

Giro del Montorfano

C’è un collegamento tra il “Giro del Montorfano” fatto in canoa/kayak e la sede del CCM di Castelletto di Cuggiono. Anzi per la verità ce ne sono due. Il primo è il percorso che faceva il marmo di Candoglia che veniva estratto pochi chilometri sopra l’imbarco del Giro del Montorfano, al campo sportivo di Mergozzo, dalle montagne soprastanti il paese di Candoglia. I blocchi di marmo percorrevano la via d’acqua, del Toce, poi del Lago Maggiore e poi del Naviglio Grande, fino alla Darsena di Milano, per essere usati nella costruzione del Duomo di Milano. Questa via d’acqua di trasporto del marmo passava, e passa ancora, proprio davanti alla sede del CCM di Castelletto di Cuggiono, sul Naviglio, costruito ad hoc proprio per erigere il Duomo. Il secondo collegamento invece è la nascita del CCM che deve la sua fondazione ad un casuale incontro canoistico, datato 1955, tra “Il presidente Vittorio Visconti” e alcuni canoisti milanesi, avvenuto proprio nel 1955, anno di nascita del CCM, che intendevano percorrere il Toce basso, il Lago Maggiore in cui il fiume sfocia, poi di risalire il piccolo fiume Mergozzo e infine il lago di Mergozzo che lo forma: si chiuse così lo storico “Giro del Montorfano”, con due fiumi e due laghi, percorsi già oltre sessant’anni fa. Un piccolo gruppo di soci del CCM ha voluto ripercorrerlo lo scorso 26 dicembre 2018, e ha così rinnovato questa antica tradizione che ha contraddistinto il nostro club.
La giornata è invernalmente calda, inaspettata, viste le nebbie milanesi. La pigrizia di una possibile noiosa giornata post natalizia è accantonata da quattro soci e Fabio, Stefano, Valerio e Vittorio decidono di raggiungere il Campo sportivo di Mergozzo per imbarcarsi con due kayak da mare singoli e un K2 da acque ferme, adattissimi tutti e tre per il tragitto di 14,5 km di primo grado e lacustre. Si parte alla destra del Montorfano e si percorrono le anse del Toce per 7 km. Qui si pagaia in compagnia di cigni, germani, folaghe, oche, cormorani, gabbiani, gheppi e anche due volpi che, sorprese da noi canoisti, si nascondono velocemente tra le sterpaglie delle sponde. Poi si percorre il lago Maggiore per un km e mezzo fino ad imboccare lo sbocco del fiume, o canale, Mergozzo. Si risale blandamente per tre km facendo canoa cross tra alberi abbattuti dalle piene e ponti pedonali, con una nutria che nuota e s’immerge passando sotto le canoe, fino ad arrivare allo sbocco del Lago di Mergozzo. Il Montorfano è sempre alla nostra sinistra ma lo abbiamo girato intorno. Ci mancano i due km e mezzo del lago di Mergozzo, lago vietato ai mezzi a motore. Siamo solo noi oggi, e sempre a forza di braccia. Sbarchiamo appena prima dell’abitato di Mergozzo. Avremmo potuto recuperare l’auto a piedi perché imbarco e sbarco distano solo un km a piedi, ma questa volta, con due auto e i genitori di Stefano che ci accompagnano, l’abbiamo fatto in auto. Un po’ di comodità post natalizia… in fondo c’è chi ha passato Santo Stefano a casa, comodamente in panciolle.

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